la storia
 

La casa musicale Bongiovanni è attiva a Bologna nel campo dell’editoria musicale fin dal 1905.

Il suo fondatore, Francesco Bongiovanni, si dedicò alle edizioni musicali, pubblicando opere di autori come Respighi, Zandonai, Alfano, Cimara, Pratella.

Soltanto negli anni '70 all'attività editoriale, peraltro mai abbandonata, si è affiancata la produzione discografica, per iniziativa di Giancarlo Bongiovanni - nipote del fondatore e attuale titolare della ditta - attività ora curata da suo figlio Andrea Bongiovanni, che rappresenta la IV generazione di questa piccola casa musicale.

La prima incisione discografica - un concerto dal vivo del soprano Mirella Freni - valse nel 1975 il premio della critica discografica italiana. Il significativo successo di questo primo disco "live" indicò la strada, battuta allora soltanto dalla discografia non ufficiale e ignorata dalle grandi case discografiche, oggi seguita dalle piccole marche come dalle grandi multinazionali del disco: quella della registrazione dal vivo.

In quella circostanza nacque un marchio dal gusto quasi confidenziale nei confronti del pubblico, e che aveva la pretesa di vantare, non senza un pizzico di orgoglio, una pluriennale militanza tra gli “addetti ai lavori”. Col passare degli anni la produzione discografica ebbe via via un ulteriore sviluppo, e il marchio che celebrava la ricorrenza del settantesimo anno di vita della casa musicale non venne più cambiato, un po’ per ricordare – senza retorica o scopi di marketing – l’inizio artigianale di quell’attività, un po’ per connotare la stessa, relativamente nuova, di un sentore di antica tradizione.

A quella prima incisione seguirono così le registrazioni di recitals di cantanti lirici di fama mondiale, quali Renato Bruson, Marilyn Horne, Sesto Bruscantini, Martine Dupuy, Carlo Bergonzi, Piero Cappuccilli, Mariella Devia, Giuseppe Giacomini; e la proposta di opere liriche di rara esecuzione, di autori celebrati e di altri da tempo dimenticati, quali Donizetti, Catalani, Cimarosa, Mercadante, Pergolesi, Bizet, Mascagni, Paisiello. Oggi il catalogo è composto da quasi 500 titoli.

La produzione discografica dell’etichetta è comunque sempre improntata alla ricerca di tutto quanto sia stato dimenticato o eliminato dalla routine teatrale e discografica: quindi la riscoperta o la riproposta di un repertorio, vocale o strumentale, inedito o raro; la musica antica e barocca; le incisioni storiche di cantanti operistici; la produzione di recitals di cantanti lirici di grande livello internazionale che per diverse ragioni non sono entrati a far parte dello star system delle multinazionali, ma che sono, e forse a maggior ragione, amati e richiesti dal vero pubblico dei melomani.